
Stare in braccio ostacola lo sviluppo motorio?
No. Possiamo rispondere al bisogno di vicinanza del bambino e, contemporaneamente, accompagnare il suo sviluppo motorio.
Essere portato permette al bambino di percepire i movimenti dell’adulto, sperimentare continui cambiamenti di posizione e ricevere numerose informazioni sensoriali. Anche all’interno di fascia o marsupio, infatti, il suo corpo è chiamato ad adattarsi ai movimenti di chi lo porta, contribuendo progressivamente allo sviluppo del controllo posturale.
Questa esperienza va di pari passo con il movimento libero: durante la giornata è importante offrire al bambino anche occasioni per sperimentare autonomamente il proprio corpo sul tappeto, a pancia in su, a pancia in giù durante il Tummy Time e, crescendo, nelle diverse posizioni che sarà progressivamente in grado di raggiungere.Sono esperienze differenti e complementari. La parola chiave è variabilità.
Fascia o marsupio?
Entrambi permettono di portare il bambino vicino al corpo dell’adulto, ma hanno caratteristiche differenti.
La fascia è un supporto morbido, avvolgente e molto adattabile al corpo del bambino. Proprio per questo è particolarmente adatta nei primi mesi, quando il controllo posturale è ancora in evoluzione.
Il marsupio è invece un supporto più strutturato. Oggi esistono modelli ergonomici e regolabili che possono essere utilizzati anche nei primi mesi, purché siano realmente adatti alle dimensioni del bambino e regolati correttamente.
In entrambi i casi vale un principio semplice: è il supporto che deve adattarsi al bambino, non il bambino al supporto.
Le cosce dovrebbero essere adeguatamente sostenute e le anche libere di mantenersi flesse e divaricate, con le ginocchia generalmente più alte rispetto al sederino, senza ricercare in maniera forzata una posizione prestabilita.


Portare sì, senza dimenticare la libertà di movimento
Fascia e marsupio possono quindi essere preziosi alleati nella quotidianità e rappresentare essi stessi un’esperienza per il bambino, ma devono inserirsi in una giornata ricca di possibilità differenti.
Il bambino ha bisogno di contatto, ma anche di spazio per muovere liberamente braccia e gambe, sperimentare il Tummy Time, raggiungere un oggetto e, crescendo, rotolare e spostarsi.
Non serve quindi scegliere tra tenerlo vicino e accompagnarlo verso l’autonomia.Nei primi mesi l’autonomia non nasce allontanando precocemente il bambino dall’adulto, ma offrendogli sicurezza e, gradualmente, occasioni sempre nuove per sperimentare il proprio corpo.















